Fantasy che sorpresa!

maggio 12, 2010 1 commento

Ok, ci sono. Giusto un’apparizione veloce per i miei fedeli lettori.

Ho subito un duro colpo e ora mi devo rialzare e continuare. Come faccio? Mi chiedono. Semplice. La passione per la scrittura mi aiuta, impegnandomi mentalmente. Ma non è semplice spiegarlo, bisogna esserci dentro per capirlo. Molte volte ciò che scrivo mi sembra così reale da distrarmi. Le parole, i personaggi, l’ambiente, mi girano in testa anche quando non sono davanti al computer. Così, in questo periodo, sono invasa dall’ispirazione. Solo che non credevo di intrappendere la strada del fantasy. Prima di allora stavo scrivendo una storia attuale che colpisce molti di noi. Il tema era incentrato sul lavoro. Poi, non so come, forse perchè ne sentivo il bisogno, ho cominciato realmente a riflettere sul motivo della morte e mi sono trovata a scrivere una storia totalmente diversa e lontana dalle mie aspettative. Io per prima mi sono stupita di questo repentino cambiamento ma le parole mi escono così facilmente, da essere talmente coinvolta che non posso lasciare stare. Probabilmente ho trovato la mia strada letteraria.  In caso contrario, se in un secondo tempo nessuno vorrà leggere questa storia, sarà stata comunque una bella sorpresa.

Per ora continuo per questa strada, poi si vedrà.

Categorie:fantasy, libri, scrittura

Il fiore del male di Renato Vallanzasca

Era da parecchio tempo, diciamo anni, che cercavo questo libro. Ogni volta che entravo in libreria, davo un’occhiata veloce, ma non c’era verso di trovarlo, così mi avvicinavo al bancone dove c’era la commessa indaffarta a fare nulla e le chiedevo informazioni ma la risposta era sempre la stessa ” Non ce l’abbiamo.” La guardavo per un attimo, giusto per intimidirla e farla ricredere, ma appena i nostri sguardi s’incrociavano, quella con un punto interrogativo stampato in viso andava avanti nel suo lavoro invisibile, come se non fosse successo nulla e io incazzata mi dileguavo.

Possibile che nessuno aveva una copia di quel libro, magari nascosto da altri libri inutili, insulsi, insignificanti? Cosìcchè a lungo andare lasciai perdere. Per dirla tutta, ogni volta che entravo in libreria, la mia ricerca continuava in sordina, silenziosa senza domande. Speravo, ma quella speranza me la portavo dietro, nascosta dentro di me, senza tralasciare nessuna emozione a quella commessa crudele, ignara della mia ricerca.

Poi, un giorno, all’estremo della mia ricerca, per caso, facendo la spesa, passo davanti al reparto dei libri, eccoti un flash, uno di quelli che ti lasciano secca. Renato Vallanzasca era li, fermo, giovane, con quel sorriso furbo da quello che la sa lunga, due occhi vispi, intelligenti, che mi fissava insistentemente. Ipnotizzata da quella figura, mi avvicino emozionata, ci guardiamo per un istante, lui sorride, io ricambio, allungo la mano e prendo il libro tanto ricercato. Era lui ad avermi trovato.

Ora lo leggo e poi trarrò le miei conclusioni. Premetto che non giudicherò le sue azioni, non spetta a me e a nessun altro non competente. Non lo loderò neppure, ognuno sceglie la propria strada, giusta o sbagliata che sia. Desidero solamente buttarmi in quel pezzo di storia della banda della Comasina. Del bel Renè.

So già che mi piacerà, di questo ne prendo atto.

P.S.: sono ritornata a far parte del mondo dei precari. Settimana prossima incomincio un corso di formazione di quindici giorni per un lavoro di tre mesi. Ma smettetela di prenderci per il culo. Dove cazzo andremo a finire? Accetto questa situazione solo perchè ho bisogno di lavorare, dovrò pur mangiare in qualche modo.

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Che la festa cominci Niccolò Ammaniti

febbraio 16, 2010 5 commenti

Vorrei riallacciarmi un attimo al post precedente. Ma non perchè qualcuno mi abbia chiesto qualcosa a riguardo. I milioni di lettori che frequentano questo blog sono in silenzio stampa da parecchio tempo.

E’ dal trenta dicembre che sono rinchiusa in casa per via di quella maledetta frattura al dito. Ora sto iniziando a camminare senza stampelle e diciamo che è la stessa sensazione che si ha quando impari a muovere i primi passi. E’ piacevole toccare terra con tutti e due i piedi. E non potendo uscire e avendo sempre quella smania di leggere chiedevo a chiunque passava a trovarmi di comprarmi  dei libri. Con le informazioni datemi da internet, sceglievo le letture. E in quel caso ho scoperto la morte di David Foster Wallace.

Lo so che è mancato da un po’, ed è stato un duro colpo, credetemi. Eppure, quel giorno desideravo leggere qualcosa di suo ma tra il nulla che mi circonda tra l’impossibilità di andare verso una città e trovare una libreria più fornita, ho scelto di leggere il nuovo libro di Ammaniti.

Nonostante le diverse stroncature lette in rete a me è piaciuto molto. Una storia assurda ma divertente. Il libro è scorrevole. Un romanzo con un buon ritmo, che non annoia.

Ora cari miei lettori smettela di stare in silenzio stampa.

Agite.

P.S.: ho scoperto che le stampelle in ambito ortopedico le chiamano anche bastoni canadesi.

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Quell’intimità che si era creata

febbraio 12, 2010 Lascia un commento

L’intimità creata tra lo scrittore e il lettore è una cosa personale.

E’ bello scoprire uno scrittore che fino a ieri non immaginavi esistesse. E’ brutto scoprire che quello scrittore non scriverà più nulla, perchè ha deciso di togliersi la vita.

“Succedono cose davvero terribili. L’esistenza e la vita spezzano continuamente le persone in tutti i cazzo di modi possibili e immaginabili.” David Foster Wallace

R.I.P.

Per gli altri è facile

febbraio 4, 2010 Lascia un commento

Io non sono una persona alla quale piace litigare, però’ a lungo andare, dagliè dagliè, insisti, istighi  che m’incazzo e scatta la discussione. Premesso che quando ero più giovane, diciamo nell’adolescenza, ero più impulsiva, pessima, cinica ma mai rancorosa.Se qualcuno trovava qualcosa da ridire io contrabattevo senza pensare minimamente alle conseguenze. Ero in quella fase dove credi di avere in pugno il mondo e saperlo gestire con facilità. In quella fase mi ci trovavo bene e con tutta sincerità mi manca. Eccome mi manca!

Ora, non sto qui a elencare le cose che mi fanno rabbia, diventerei piuttosto petulante. Però, c’è sempre un però, siccome crescendo sono riuscita a tagliuzzare quell’impulsività che mi portava sempre, comunque, dovunque a ribattere, non è che davanti a così tanta ignoranza io debba tacere. Vorrei rivolgere a coloro che istigano la mia pazienza, solamente un paio di parole:

Fatevi i cazzi vostri!!

Fine della storia.

P.S.: Vespa a quel nano di Brunetta non poteva dargli una poltrona adatta alla sua statura?

Cose di poco conto

febbraio 2, 2010 Lascia un commento

Io: Perchè il pane, una volta ritirato dentro il sacchetto di carta, diventa duro?

Marco: Perchè il pane è maschile.

Io: E la pagnotta?

Marco: Una prostituta.

Io: E i panini?

Marco: Figli illegittimi.

Cioè, che illuminazione

gennaio 28, 2010 Lascia un commento

Ho fatto una fantastica scoperta, stasera. Da quando ho aperto questo blog, la barra delle statistiche segnava un picco di visite pari all’acqua che trovi nel deserto. Scava, scava, scava, sempre più giù, in profondità, ed eccoti la mia statistica.

Poi, è bastato scrivere un mini post, ma mini mini mini, su Benicio del Toro, violentato telepaticamente dalla Dandini (se non ci fossero state le telecamere, chissà che fine avrebbe fatto quell’uomo) eccoti che la barra delle statistiche della mia dashboard fuoriesce dallo schermo. Un picco impressionante. Altro che quei milioni e milioni di persone che seguono il Grande Fratello.

Un buon modo per farsi conoscere. Prima però lasciatemi scrivere cose interessanti. Supponiamo che, per caso,  passano diversi   intellettuali smaniosi di trovare pane per i loro denti e trovano una sdentata, fatemi alzare, andare in camera da letto e prendere la mia dentiera che tengo dentro il bicchiere, appoggiata sul comodino. Bisogna essere sempre pronti ad ogni evenienza.

Ora, voi che avete cliccato su google la frase ” Benicio del Toro a parla con me” e siete incappati accidentalmente sul mio blog, vi  autorizzo a mandarmi a fare in culo.

Via con il lancio dei pomodori.

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